Il confronto sulla eredità di Berlinguer ha interrogato a lungo la sinistra italiana, ma egli è divenuto ben presto anche una figura centrale del Pantheon repubblicano, apprezzata e riconosciuta oltre i confini del proprio mondo. Questo è accaduto certamente per il modo in cui ha interpretato il suo ruolo di leader di una forza di massa, distinguendosi per dedizione, coerenza, spirito di sacrificio e rispetto degli avversari. Le sue prese di posizione per una riforma del sistema dei partiti, la questione morale da lui posta con l’obiettivo di preservare e rinnovare la democrazia repubblicana, hanno contribuito a tenere vivo il suo lascito, per quanto siano state spesso equivocate. Ma il successo postumo di Berlinguer è dovuto anche alla sua capacità di richiamare l’attenzione su nodi e problemi globali divenuti sempre più pressanti negli ultimi decenni. L’emergenza ambientale, il problema delle risorse naturali ed energetiche, la critica del capitalismo e del consumismo e la ricerca di un nuovo modello di sviluppo, la pace e il disarmo, la cooperazione, l’idea di un “governo mondiale”, la questione femminile e quella giovanile, l’attenzione per la rivoluzione informatica e il suo impatto sul mondo del lavoro e sulle società democratiche sono temi caratterizzanti l’agenda di Berlinguer oggi al centro della politica mondiale.