Berlinguer aderisce nel 1943 alla sezione giovanile del Pci di Sassari, divenendone ben presto segretario. Nel giugno 1944, raggiunge il padre Mario a Salerno, dove è commissario aggiunto all’epurazione, e qui conosce Togliatti divenendone ben presto stretto collaboratore. In pochi mesi arriva al vertice del Fronte della gioventù, di cui fanno parte anche militanti di altri partiti, e diviene successivamente segretario della Federazione Giovanile Comunista Italiana (Fgci) al suo XII Congresso, nel marzo-aprile 1950. A maggio dello stesso anno, è eletto presidente della Federazione mondiale della gioventù democratica, il che caratterizza precocemente per l’attività internazionale il suo profilo di dirigente. Negli anni seguenti, Berlinguer ricopre le più importanti cariche del cursus honorum comunista. Nel luglio 1958 entra nella segreteria nazionale del partito, alla fine del X Congresso (Roma, 2-8 dicembre 1962) fa parte della direzione, della segreteria e dell’ufficio di segreteria, all’indomani dell’XI Congresso (Roma, 25-31 gennaio 1966), è eletto segretario regionale nel Lazio, rimanendo membro della direzione e dell’ufficio politico. Per la prima volta deputato alle elezioni del maggio 1968, un anno dopo, al XII Congresso del Pci (Bologna, 8-15 febbraio 1969), viene eletto vicesegretario, affiancando Luigi Longo, colpito da un ictus l’anno precedente.